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Cosa mangiare in ufficio: intervista al nutrizionista

Cosa mangiare in ufficio per stare bene, per non appesantirsi, per mantenere alta la concentrazione e soprattutto scegliere i pasti giusti che fanno bene anche alla terra che ci ospita? Tutte domande a cui ha risposto per noi il Dott. Edoardo Scalabrino, biologo nutrizionista.  

Lo abbiamo intervistato perché l’alimentazione non è mai solo un’attività legata al sostentamento del corpo, è una scelta di vita, una scelta culturale, una scelta da ponderare in qualsiasi momento. 

E non siamo mica bacchettoni! Sappiamo benissimo che non è sempre facile riuscire a mangiare bene e un po’ di sano divertimento, anche a tavola, ci vuole. 

Ma in ufficio, un po’ come dei funamboli, dobbiamo tenere in equilibrio tante cose: il tempo (che si sa, non è mai abbastanza), il gusto (via pasti tristi e insapori!), la salute ( quella è, la saluto prima di tutto) e anche l’attenzione, ovvero il nostro cervello ha bisogno di energia, altrimenti arranca. 

Diamo la parola a lui che, meglio di noi, vi saprà aprire gli occhi sull’importanza di mangiare bene in ufficio, organizzando una buona pausa pranzo.  

Quanto è importante il fattore tempo nella consumazione del pasto?

Considerato che la digestione dei cibi comincia dalla bocca e dalla corretta formazione del bolo alimentare (cibo masticato in bocca che verrà deglutito) è importante considerare che per una buona digeribilità conviene sminuzzare bene il cibo prima di farlo arrivare allo stomaco e per questo masticare con cura e lentamente. Inoltre la saliva ha sia la capacità di lubrificare ciò che passerà nell’esofago, sia una potere digestivo soprattutto per la presenza di enzimi quali la ptilina che inizia la digestione degli amidi, già in bocca!

Come dovrebbe essere composta una “lunch box” perfetta da mangiare in ufficio?

Il miglior pranzo da procurarsi giornalmente, se ci si preoccupa di avere il giusto apporto di nutrienti, va considerato a partire da quello che abbiamo consumato durante la prima parte della giornata (preferibilmente più ricco in carboidrati) e relativo a quello che consumeremo la sera (preferibilmente ricco in fibre); tutti i pasti, soprattutto quelli principali come il pranzo e la cena, devono contenere alimenti con quote rappresentative sufficienti di macronutrienti: carboidrati, proteine, lipidi e fibre.

Trattandosi di pranzo, seguendo ipoteticamente una dieta di tipo mediterraneo, è conveniente bilanciare bene i carboidrati complessi quali: pane, pasta o riso e allo stesso tempo inserire delle proteine senza dimenticare una quota di grassi mono o polinsaturi (tipo olio d’oliva a crudo) con una quota in Kcal relativi, rispettivamente del 50-60% (carb.) : 12-15%(prot.) : 20 30%(lip.)
Ad esempio per una persona di 70 kg senza particolari problematiche di salute, potrebbe essere il classico panino da 100g, magari di pane integrale o ai cereali, con un buon prosciutto crudo, rucola e un filo d’olio di oliva extravergine più un frutto di stagione
(porzione da 150g)

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Quali sono i cibi che aiutano ad affrontare meglio una giornata di lavoro e a mantenersi reattivi?

Sicuramente il trucco per sentirsi leggeri e reattivi è quello di dividere l’alimentazione giornaliera in numerosi pasti giornalieri, non meno di 5 al giorno tra colazione, metà mattina, pranzo, merenda pomeridiana, cena e bere mediamente 1,5L di acqua evitando bevande gassate con zuccheri aggiunti.
Essenziale è prediligere i carboidrati semplici e complessi e quindi anche snack bilanciati come biscotti o del buon cioccolato nella prima parte della giornata, ed evitando di esagerare con la quantità dei cibi nei pasti principali.

La nutrizione di una persona in età lavorativa deve tenere conto di accorgimenti particolari?

È sicuramente relativa al tipo di attività lavorativa svolta, quindi allo stress e al consumo di energie durante il lavoro… quello che non deve mancare in una dieta più varia possibile è il giusto bilanciamento delle
fibre alimentari e in generale dei micronutrienti che se mancano sistematicamente possono essere compensati nella dieta con una integrazione alimentare valida e ben dosata. 

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Sentiamo dire spesso che bisogna alimentarsi bene, privilegiando prodotti freschi e
ingredienti del territorio. Ma quali sono i vantaggi concreti di questa scelta?

I vantaggi sono tantissimi, dalle proprietà organolettiche (odori, sapori, etc…) alla presenza di vitamine, e di pre-/ pro-biotici naturalmente contenuti nei cibi freschi; inoltre rispettando la stagionalità degli alimenti riusciamo ad integrare tutti quei nutrienti di cui il corpo ha bisogno in modo del tutto naturale, senza dimenticare che i prodotti del territorio aiutano la filiera delle piccole imprese agricole e alimentari molte volte unico baluardo per la preservazione della biodiversità di determinate varietà alimentari.

Quando abbiamo pensato il progetto Breakapp avevamo in mente tutto questo!

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